Storia

Domenicantonio Siniscalco La Fondazione Siniscalco – Ceci nacque per volontà di due benefattrici, Antonia De Vargas Machuca, vedova di Domenicantonio Siniscalco, morta nel 1935, e della madre di quest’ultimo, Anna Maria Ceci, originaria di Andria, vedova di Baldassarre Siniscalco, scomparsa pochi anni dopo, nel 1938. Le disposizioni nel testamento delle due nobildonne istituirono come eredi universali del loro patrimonio gli Ospedali Riuniti di Foggia. Ad una condizione: che venisse costruito un ricovero per malati cronici, in particolare per minori poveri di 15 anni d’età, che non avessero parenti che si potessero prendere cura di loro e che non avessero malattie contagiose. In quegli anni a Foggia, infatti, erano presenti ben due istituti ospedalieri “Vittorio Emanuele II” ed “Umberto I”. Con un regio decreto si stabilì la fusione in un unico ente, sotto la stessa denominazione di “Ospedali Riuniti Vittorio Emanuele II ed Umberto I”. Da qui dunque ebbe origine quel nome che tuttora identifica il nosocomio foggiano. Le donatrici imposero l’obbligo a carico degli Ospedali Riuniti di Foggia di amministrare il patrimonio donato con caratteri di autonomia, separatezza ed economicità riducendo al minimo le spese di gestione.

Istituisco erede di tutto il mio patrimonio (…) gli Ospedali Riuniti di Foggia che dovranno provvedere all’istituzione di un ricovero per ammalati cronici della città di Foggia, poveri, di ambo i sessi e di ogni età con particolare riguardo per ragazzi di età inferiore ai quindici anni. Il ricovero da costruirsi ex novo dovrà essere costituito da due reparti distinti uno maschile ed uno femminile e ciascun reparto suddiviso in adatte sale per il ricovero di vari degenti. Il nuovo ricovero dovrà essere intestato al nome del compianto ed adorato mio marito Domenico Antonio Siniscalco Ceci, dovrà essere collegato ai locali degli Ospedali Riuniti di Foggia che sono istituiti eredi appunto in considerazione del fatto che essi per l’attrezzatura di cui dispongono possono meglio di ogni altro e con maggiore economia di spese adempiere all’onore e all’onere che dallo sviluppo della benefica istituzione ad essi deriverà. Le rendite del patrimonio dovranno essere interamente ed esclusivamente impiegate per il funzionamento del ricovero con assoluto divieto di distrarne parte benché minima per scopi diversi, e curando di ridurre al minimo le spese di amministrazione e quelle non assolutamente indispensabili onde destinare la maggiore somma possibile a vantaggio degli infelici sofferenti”.


Antonia De Vargas Machuca Così recitava il testamento di Antonia De Vargas Machuca, nobildonna di partenopee e di evidenti ascendenze spagnole.
Tale eredità sarebbe stata effettivamente acquisita al nascente nosocomio foggiano, soltanto dopo la morte della suocera Anna Maria Ceci, vedova di Baldassarre Siniscalco, che nel frattempo ne era rimasta usufruttuaria. Il testamento olografo di Anna Maria Ceci venne aperto il 27 settembre 1938, il giorno seguente al suo decesso.
Le disposizioni al suo interno ricalcano alla lettera quelle sottoscritte dalla nuora, deceduta pochi anni prima, ribadendo la necessità della costruzione di un ricovero per ammalati cronici intitolato “Ricovero per ammalati cronici Domenico e Antonia Siniscalco Ceci” destinato ai minori di anni 15 in condizioni di povertà, che non avessero parenti che si potessero prendere cura di loro e che non avessero malattie contagiose.
Eccone uno stralcio: “Lego ai RR. Monti Riuniti di Pietà di Foggia l’intero mio palazzo in Foggia al Corso Garibaldi n.72 con i mobili in esso contenuti, ad esclusione di quelli oggetto di altri legati…(…) Il legato a favore dei Monti Riuniti di Pietà è sottoposto alla condizione che entro 2 anni dalla mia morte essi trasferiscano  la loro sede nel palazzo ad  essi legato e vi permangano in perpetuo, con assoluto divieto di cederlo, alienarlo o adibirlo ad altro uso e che essi Monti si intestino al nome del mio  figliuolo Domenico Siniscalco Ceci”.



Anni Cinquanta

Il percorso intrapreso subì un’inevitabile battuta d’arresto a causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Negli anni Cinquanta si assistette alla trasformazione del cosiddetto “Legato Siniscalco” in Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica Italiana che ne approvò lo Statuto il 9 novembre 1956. Dalla data dell’accettazione dei legati, approvati anche dal prefetto dell’epoca, il legato divenne una gestione autonoma, distinta e separata da quella ospedaliera. Nel 1952, infatti, si attendeva l’ultimazione del fabbricato ospedaliero in cui avrebbe trovato posto il reparto per ricovero di vecchi cronici e di fanciulli, così come disposto dalle due benefattrici.
Decreto del Presidente della repubblica 9 novembre 1957 n. 1487
Erezione in Ente Morale della Fondazione Domenico e Antonia Siniscalco Ceci, con sede in Foggia
“Decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1956, col quale sulla proposta del Ministro, la Fondazione Domenico e Antonia Siniscalco-Ceci, con sede in Foggia, viene eretta in ente morale e ne viene approvato lo statuto organico”.


Gli anni Settanta e Ottanta

Negli anni Settanta ebbe inizio un radicale processo di riforma istituzionale del sistema sanitario in Italia che ha negli anni inevitabilmente messo nell’ombra l’Ente e i suoi obiettivi in ambito sanitario. Mutò profondamente lo scenario all’interno del quale le volontà delle due benefattrici avrebbero dovuto realizzarsi. Con il DPR 616 del 1977 fu trasferita alle Regioni, tra le altre, le funzioni relative all’assistenza sanitaria ed ospedaliera. Nel dicembre del 1978 con la prima legge quadro in materia nel nostro Paese, la n. 883, fu istituito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Nacquero le Unità Sanitarie Locali (Usl) intese “come il complesso dei presidi, degli uffici e dei servizi dei comuni e delle comunità montane, i quali in un determinato ambito territoriale assolvono ai compiti del Servizio sanitario nazionale (SSN)”.
Sul finire degli anni Settanta ha inizio la storia dell’associazione “Comunità sulla strada di Emmaus” che incrocia quella della Fondazione. Il progetto di realizzare un’opera destinata al recupero dei giovani deviati da tossicodipendenza ed emarginati dal contesto sociale, promosso dalla Comunità Emmaus, si realizzò proprio grazie all’intervento della Fondazione che trovò quell’intervento in linea con le finalità sociali ispirate dalle tavole fondative. Con delibera n. 13 del 04.03.81 e n. 17 del 24.03.81, esecutive per legge, veniva concesso dal Consiglio di Amministrazione degli OO.RR di Foggia all’Ispettoria Salesiana Meridionale l’uso dell’ex pod. n. 10 e circostante terreno di ettari 30 circa insieme alla casa colonica e alle pertinenze esistenti. Tale concessione traeva origine dal riconoscimento dell’opera meritoria della Comunità Salesiana, impegnata da anni su quel fronte.
A seguito dell’entrata in vigore della L. 833/78 fu sciolto il Consiglio di Amministrazione degli OO.RR di Foggia e la rappresentazione giuridica della Fondazione, in attesa della sua definizione istituzionale, fu assunta dal Comitato di Gestione della USL FG/8, istituita l’1 gennaio 1981. Il presidente dell’epoca del Comitato di Gestione, ritenendo necessario dare concreta attuazione alle richiamate deliberazioni, concesse, con atto stipulato il 4 febbraio del 1982, in uso gratuito all’Ispettoria Salesiana Meridionale e, per essa, alla Comunità Emmaus di Foggia il fondo comprensivo di casa colonica e pertinenze fino al 30 novembre 1990.
Successivamente con D.A.R.S.S. n. 491 del 17 dicembre 1984 la Fondazione veniva dichiarata in possesso dei caratteri di Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza amministrata dal Comitato di Gestione della USL FG/8 quale organo amministrativo gestionale subentrante al soppresso Consiglio di Amministrazione degli OO.RR di Foggia.
Intanto la Comunità Emmaus, con decreto del Presidente della Regione Puglia n. 15 del 10 gennaio 1986, venne eretta ente morale come “Comunità sulla strada di Emmaus”, con sede in Foggia alla piazza Sacro Cuore n. 1.


Gli anni Novanta

Il contratto scaduto nel 1990 fu rinnovato fino a tutto il 1999. Nel 1995 l’IPAB chiese l’approvazione del nuovo statuto dell’Ente con scorporo della gestione da quella dell’amministrazione subentrante “de jure” agli Ospedali Riuniti di Foggia. Con D.A.R.S.S. n. 41 del 13 marzo del 1997 venne approvato il nuovo statuto organico della Fondazione e nominato Commissario Straordinario il dott. Sergio Pelosi.
La gestione commissariale ha avuto il merito di salvaguardare il patrimonio fondiario della Fondazione, garantendone, per quanto possibile, l’adesione agli scopi sociali previsti nelle Tavole Fondative.