Housing sociale diffuso in campagna presso le masserie della Fondazione


Premessa

Questo progetto è cominciato in sordina per dare semplicemente delle risposte a persone che terminato il loro percorso educativo e/o terapeutico ci chiedevano un supporto per riprendere un cammino di reinserimento nella città di Foggia.
Tanti delle persone accolte nei nostri servizi di accoglienza gestiti in proprio o con l’Ass. Comunità sulla Strada di Emmaus, nostro socio ( comunità per minori, centro di accoglienza richiedenti asilo politico, comunità educativa terapeutica,…) sono stranieri o anche giovani che vengono da piccoli centri della provincia. I primi non hanno nuclei familiari di appoggio in Italia, gli altri con le loro storie di tossicodipendenza hanno bruciato le possibilità di rientrare nei loro paesi di origine e cercano di creare un proprio futuro nella città di Foggia.


Gli spazi

Facendo una ricognizione degli ambienti nelle masserie in agro di Foggia già ristrutturati negli ultimi anni sono emerse le seguenti disponibilità:

Nella Masseria “ Azienda agricola” Loc. torre Guiducci vi sono:

  • 2 miniappartamenti di circa 50 metri quadrati costituiti da ambiente cucina, bagno, e 1 camera da letto.( una a piano terra e uno al primo piano)
  • 1 appartamento di circa 90 metri quadri a piano terra costituito da una cucina, bagno e due camere da letto.

Nella Masseria Domenico Siniscalco in Via Manfredonia km. 3,3 ( detta dell’anello, oggi in convenzione con la coop. Emmaus per ospitare il mercatino dell’usato) c’è:

  • 1 appartamento di circa 60 metri quadrati al primo piano  costituito da una cucina, bagno e due camere da letto

Nella Masseria Antonia De Vargas in Via Manfredonia km. 2,1, oggi autorizzata come Casa famiglia con annessi spazi formativi

  • 2 miniappartamenti di circa 60 metri quadrati costituiti da ambiente cucina, bagno, e 2  camere da letto (una a piano terra e l’altro al primo piano).

Nella Masseria Anna Ceci in Via Manfredonia km. 2,3, in fase di autorizzazione al funzionamento come gruppo appartamento per minori e casa per le donne sole con bambini a seguito vi sono:

  • 3 miniappartamenti di circa 70 metri quadrati costituiti da ambiente cucina, bagno, e 2 camera da letto. (2 a al primo piano e 1 a piano terra)
  • 1 miniappartamenti di circa 70 metri quadrati costituiti da ambiente cucina, bagno, e 1 camera da letto, piano terra
  • 2 monolocali con angolo cottura e  bagno di circa 20 metri quadrati al piano terra.

Quasi tutti questi ambienti sono forniti di contatori di sottrazione.


Obiettivo del progetto

Offrire ospitalità temporanea  in modo che gli stessi ospiti si attivino a cercare una propria abitazione e completare il loro percorso di reinserimento. Ci potranno essere diverse soluzioni fra le quali come esempio

  •  Un modello abitativo che prevede forme soft di condivisione e che si offra come risposta nuova a forme abitative molto chiuse in se stessi;
  • Una risposta abitativa transitoria a persone che hanno completato progetti di recupero sociale e che vivono in particolari situazioni di fragilità;
  • Una proposta a persone che vogliono condividere parte della loro vita con coloro che si rivolgono alla fondazione per una processo di integrazione

Tempi di accoglienza

Da qualche mese e fino a 18 mesi al massimo
Potrà comunque valutarsi di caso in caso.
Tempi diversi si potranno prevedere per coloro che oggi si propongono come animatori e coordinatori delle varie sedi, o comunque si propongono come volontari della stessa fondazione per precisi progetti sociali da concordare insieme al referente delle attività sociali e con la presidenza.


Impegni dell’ospite

Gli  ospiti si impegnano a:

  • a rispettare gli ambienti e lasciarli in ordine così come gli vengono consegnati;
  • di contribuire alla pulizia delle zone comuni annesse alla casa e comunque un impegno settimanale di lavoro collettivo volontario; in una logica dell’economia del baratto. E di questo ne resti traccia in na specie di diario di bordo della masseria in questione;
  • di farsi carico delle utenze che saranno misurate con contatori di sottrazione
  • a condividere come buon vicinato le zone in comune con eventuali altri ospiti della stessa struttura;
  • a condividere momenti di condivisione sociale e di formazione che la fondazione vorrà proporre a sostegno di queste nuove forme di housing sociale;

Riferimento

Avrà come punto di riferimento della Fondazione il responsabile delle attività sociali della stessa  Don Vito Cecere e a lui farà riferimento per eventuali problemi che dovessero presentansi. Per quanto attiene invece ai consumi si farà riferimento al segretario della Fondazione Antonello Tota.


Modalità di intervento

Chi è interessato invia una domanda alla Fondazione specificando anche il tempo presunto di accoglienza. Quando questa richiesta viene sottoscritta insieme agli operatori di accoglienza di riferimento della comunità di provenienza che seguiranno l’aspetto educativo e terapeutico della persona in carico;
se questa viene accolta si stipula un protocollo di intesa tra le parti, ospite e fondazione. Trattasi di ospitalità e non di affitto immobile per cui non sarà permesso chiedere residenza presso queste strutture.

Qualora la Fondazione rilevasse il non rispetto delle condizioni del presente protocollo potrà chiedere immediatamente il rilascio del’alloggio con un preavviso di 10 giorni.