Premio Re Manfredi alla presidente della Fondazione, Rita De Padova

“Premio Re Manfredi alla solidarietà e allo sviluppo sostenibile per aver dedicato il proprio percorso umano e professionale alla costruzione di comunità più inclusive, solidali e partecipate, contribuendo allo sviluppo del terzo settore, dell’economia etica e dell’agricoltura sostenibile. Attraverso l’impegno in Emmaus, nella finanza etica e nei progetti di innovazione sociale e territoriale, ha promosso modelli capaci di coniugare accoglienza, responsabilità collettiva e sviluppo umano, diventando un punto di riferimento per la crescita delle comunità pugliesi e di questo territorio”.

È la motivazione ufficiale con la quale il sindaco di Manfredonia, Domenico la Marca, ha premiato la presidente della Fondazione Siniscalco Ceci – Emmaus , Rita De Padova, con il riconoscimento del Premio Fondazione Re Manfredi, nella bellissima serata di sabato 4 luglio. Un’attestazione di prestigio sul territorio che corona il grande lavoro svolto da tutti i professionisti e volontari coinvolti nei tanti progetti e nelle tantissime attività intraprese in questi anni.

“L’obiettivo – ha detto la nostra Rita sul palco della fondazione Manfredi – è quello di creare una società basata sul diritto, che non crei esclusi. Penso che questo riconoscimento vada a tutto quello che noi chiamiamo il progetto Emmaus, un’esperienza iniziata nel 1978 dalla buona volontà di un gruppo di preti operai nel quartiere Candelaro di Foggia. Nella vita alcuni incontri sono decisivi e da allora ho pensato e ho lavorato con un chiaro pensiero: un altro mondo è possibile”.
“Mi sento di rappresentare in questo palco le organizzazioni che mi hanno vista coinvolta e che voglio citare: Associazione Comunità sulla strada di Emmaus, Cooperativa arcobaleno, Aranea – Consorzio di cooperative sociali e Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus di cui oggi sono presidente”.

“Oggi queste organizzazioni offrono servizi alla persona, sia di prevenzione primaria nelle scuole e nei centri interculturali, sia nelle comunità di accoglienza per minori, per persone migranti e per persone con problemi di tossicodipendenza. Accoglienza dal volto umano, ci piace definirla. Accoglienze e attività che muovono dall’idea di un mondo di diritti”.